2010-09-01
Italiano morto in Francia, la madre: l`hanno picchiato

Prima dell`autopsia, Cira ha potuto vedere il cadavere del figlio, Daniele, l`italiano di 36 anni morto il 25 agosto nel carcere di Grasse (Nizza). Un ultimo saluto che non è servito a dissipare i sospetti della donna. Anzi. "Ha il naso gonfio, spaccato - ha spiegato - Secondo me gli hanno fatto qualcosa, l`hanno picchiato". Una descrizione che contrasta con quanto fatto trapelare ieri dalla magistratura di Grasse: sulla salma non c`é alcun "segno di violenza", né "altro" che lasci pensare a una causa del decesso diversa dall`infarto. Gli esiti dell`autopsia svolta stamani a Grasse sul cadavere di Daniele Franceschi saranno resi noti fra qualche giorno, quando il procuratore riceverà il referto e convocherà un incontro con i familiari, con il loro legale e con il loro medico di fiducia. Con ogni probabilità, comunque, il cadavere verrà esaminato anche in Italia. "Stiamo cercando di ottenere che al rimpatrio della salma sia possibile mantenere integro il corpo - ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini - ed eventualmente realizzare una seconda perizia in Italia. Crediamo che sia giusto cercare la verità". L`obiettivo è fugare ogni dubbio, è fare in modo che non rimangano ombre sulla vicenda: le autorità francesi parlano di morte per arresto cardiaco, mentre i familiari di Daniele rileggono le sue lettere, quelle scritte dalla cella, con le accuse di soprusi e violenze, perché era italiano. La madre di Daniele continua a non credere al decesso per cause naturali. E ricorda, ancora, quello che ha visto stamani, in quei minuti che - grazie all`intervento della diplomazia - ha potuto passare davanti al corpo del figlio: "Dicono che è morto per un infarto - ha spiegato - ma non mi sembra possibile. Se fosse così, dovrebbe avere le labbra viola, invece era rosa come una rosa, era normale". E poi la donna è perplessa per il fatto che all`autopsia non è stato ammesso il medico legale chiamato dalla famiglia. "Ora possono raccontare quel che vogliono - dice - Spero che si possa ripetere l`autopsia in Italia". Franceschi, carpentiere viareggino, separato dalla moglie e padre di un bambino di 9 anni, era in carcere da cinque mesi con l`accusa di falsificazione e uso improprio di una carta di credito, usata in un casinò della Costa Azzurra. I suoi parenti rimarranno a Nizza almeno fino a domani. "Aspettiamo che la magistratura liberi la salma - spiega Cira - e ci permetta di riportarla in Italia. Spero lo faccia presto. Stamani ho potuto rivedere mio figlio solo per pochi secondi". E giovedì, la madre di Franceschi, incontrerà il ministro degli Esteri Frattini.
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